Scritto da Michael Schmitz, tradotto da Laura Iaciofano
Non c’è niente di peggio del talento sprecato. A questo proposito voglio raccontarvi la storia vera di Sandra e del signor Badger.
Sandra ha appena conseguito la laurea triennale in Economia. È un’adorabile 23enne che, con il suo fare spumeggiante e rilassato, risulta subito simpatica.
Ci tiene a fare le cose per bene, che si tratti di preparare una torta o di ascoltare un amico, si prende cura degli altri ed è una bella cosa.
Ma ora che deve candidarsi per il suo primo lavoro come contabile, iniziano i problemi: ci sono solo 5 posizioni aperte nella sua città, tutto il resto richiede almeno uno o due anni di esperienza, che ovviamente lei non ha. Cercando di essere corretta, Sandra si candida solo per queste 5 posizioni.
Il signor Badger, invece, è il responsabile delle risorse umane per una fabbrica di sapone di medie dimensioni.
Ha 51 anni, è un burbero veterano che si è fatto da solo e ne ha viste tante nei suoi 30 anni di carriera. Un uomo che ha visto lavoratori eccezionali (e molto spesso è stato merito suo se sono diventati tali) e orribili fallimenti (e molto spesso ne ha dovuto pagare le conseguenze). In questo momento si trova a dover fare un po’ di pulizie: il capo del dipartimento di contabilità è appena andato via, portando con sé due membri del personale in una nuova azienda (che fortunatamente produce scatole del cambio- quindi nessuna concorrenza).
Riuscire a rimpiazzare il capo dipartimento è già difficile di per sé, ma trovare qualcuno per ricoprire anche gli altri ruoli vacanti richiede una gran quantità di tempo. Il signor Badger pubblica le offerte e lentamente, mooolto lentamente, arrivano le prime candidature.
Sfortunatamente per Sandra l’offerta del signor Badger richiedeva un paio d’anni di esperienza nella contabilità e una certa dimestichezza con i livelli senior executive, troppi requisiti per la nostra amica, che decide di non candidarsi.
Chi è nel campo saprà che la contabilità è un lavoro difficile e che avere alle spalle qualche anno di esperienza aiuta molto nella compilazione dei libri contabili.
Quindi probabilmente Sandra ha fatto bene a non candidarsi per quella posizione, ma non lo sapremo mai con certezza, perché il signor Badger non ha avuto la possibilità di valutare la sua candidatura.
Se l’avesse avuta, l’avrebbe esaminata personalemnte, in silenzio.
Soprattutto perché Sandra si sarebbe impegnata considerevolmente a scriverla nel migliore dei modi in relazione alla posizione aperta.
E avrebbe scoperto che Sandra aveva avuto un’esperienza come contabile nella squadra di calcio del fidanzato e, che dopo una laurea con il massimo dei voti, aveva già fatto uno stage di 6 mesi;
che il tono della lettera era molto piacevole, amichevole e accattivante e che le sarebbe piaciuto parlare a telefono con il signor Badger.
Probabilmente avrebbero avuto modo di discutere insieme del lavoro e delle aspettative che il signor Badger aveva per quel ruolo.
Forse il signor Badger le avrebbe chiesto di parlare della sua esperienza come contabile (ci scommetto che lo avrebbe fatto!), le avrebbe descritto il ruolo da ricoprire e le sue aspettative, le avrebbe illustrato le opportunità di carriera e l’avrebbe sicuramente invitata presso la sede per conoscerla di persona e presentarla all’unico collega rimasto nel dipartimento contabilità.
Si sarebbero incontrati e, di fronte allo charme e all’esperienza della ragazza, il signor Badger si sarebbe convinto che quella era la persona giusta.
Perché onestamente, se sei un buon lavoratore puoi maturare l’esperienza necessaria anche in pochi mesi, soprattutto se ti impegni al massimo.
E Sandra lo avrebbe fatto, perché lei è fatta così. Sfortunatamente niente di tutto ciò è accaduto perché Sandra non si è mai candidata per quel lavoro. Ciò è molto triste, perché la compagnia del signor Badger sarebbe stata ideale per lei.
Ma che cosa avrebbe potuto fare?
Nulla, eccetto che abbassare i requisiti di esperienza per quel ruolo e ricevere tante candidature da persone molto meno motivate e volenterose.
Ma tu sei motivato e volenteroso.
Ed è per questo che dovresti innanzitutto candidarti ai lavori più difficili.
Anche se non sarai selezionato, almeno qualcuno avrà visionato il tuo CV
e se ci fosse una posizione aperta, te lo comunicherebbero.
C’è un altro vantaggio: se ti candidi per posizioni normali è come se approfittassi di un’opportunità mediocre.
Sarebbe un inizio, niente di più. Invece candidarsi per una posizione eccezionale? Questo, sì, che richiede uno sforzo, un impegno eccezionale,
che dimostra che sei disposto a fare quel passo più lungo della gamba (ma non scriverlo sul tuo CV, cerca piuttosto di dimostrarlo!).
Dovrai, quindi, ricercare le posizioni aperte, informarti sull’azienda, sul responsabile delle assunzioni, sulle risorse umane, inviare loro una bella e-mail con le domande giuste (vedi sopra) e forse ti contatteranno telefonicamente.
Probabilmente ti confermeranno l’opportunità per cui ti eri candidato, oppure potrebbero offrirti un altro ruolo.
Ad ogni modo il risultato è positivo: sei riuscito a creare una connessione con loro e hai avuto la tua chance.
E se non funziona, se ti sei candidato per le posizioni più ambiziose e non è andata in porto, pensa che comunque sei riuscito a creare una rete di agganci con i decision makers, con la gente con cui hai parlato, a cui sei piaciuto e che potrebbe volerti assumere per un altro ruolo.
Puoi comunque riprovare a candidarti per le posizioni aperte.
Chi non risica non rosica. Bisogna innanzitutto dare priorità alle cose migliori e puntare in alto.
Ma come finisce la storia di Sandra? Nella realtà è diventata un manager a capo di un intero dipartimento di 600 impiegati a 27 anni.
La prossima Sandra potresti essere tu. Ma solo se ti impegni e se ci provi.